Articolo  informativo sulle possibilità di applicazione di tecniche mini-invasive in medicina veterinaria.

Nell’ambito dell’iter diagnostico per le malattie del cane e del gatto sono oggi disponibili, oltre all’ecografia, altre
tecniche di diagnostica di immagine avanzate, come la RM e la TAC. Per una serie di indicazioni è disponibile
inoltre la laparoscopia, quale tecnica mini-invasiva per diagnostica, in alternativa alla tradizionale laparotomia
esplorativa. Quest’ultima, spesso intrapresa in veterinaria per ottenere una diagnosi precisa, per la ricerca di corpi
estranei, focolai di infezione occulti o in caso di patologie neoplastiche (tumori) nella cavità addominale, necessita
di un’ampia incisione della parete addominale con tutte le conseguenze note quali dolore nell’animale, possibile
infezione della ferita operatoria e gestione impegnativa del periodo postoperatorio, compresa l’eventuale degenza
e la necessità di un collare Elisabettiano.
La tecnica della video-laparoscopia, prevede l’inserzione di una mini telecamera (laparoscopio) a livello della
cicatrice ombelicale e permette la visualizzazione accurata di tutta la cavità addominale sul monitor del videolaparoscopio.
Gli organi ivi presenti possono essere sottoposti a valutazione morfologica ed in caso di indicazione
precisa, possono essere ottenute biopsie di ottima qualità da sottoporre ad esame istologico.
Appena inserita la mini-telecamera (diametro di 2,7 mm) in addome, si evidenziano il peritoneo, il diaframma, la
milza, il fegato, lo stomaco, il pacchetto intestinale, il pancreas ed i relativi linfonodi. Una rotazione degli strumenti
permette l’osservazione dei reni, delle ghiandole surrenali e della vescica urinaria, oltre che della cistifellea.
Con un ingrandimento 16x può essere visualizzato l’intero apparato riproduttivo femminile della cagna e della
gatta, dalla cervice, lungo le corna uterine, fino alle gonadi; ciò permette una valutazione dettagliata e molto
precisa delle strutture anatomiche osservate.
L’utilizzo della tecnica di video laparoscopia è particolarmente indicato anche nel caso di presenza di liquidi
patologici in addome come trasudati ed essudati. In questo caso si possono ottenere campioni sufficienti di
materiale diagnostico tramite l’aspirazione chirurgica mirata, senza rischi di inquinamento microbiologico del
campione.
L’identificazione visiva di neoplasie e degenerazioni epatiche permette il prelievo di tessuto tramite biopsia di
qualità decisamente superiore al materiale prelevato con sistema Trucut ecoguidato.
Nel caso in cui la patologia diagnosticata durante la laparoscopia, richiedesse un intervento chirurgico mirato,
nella stessa sessione, l’inserimento aggiuntivo di strumenti mini-invasivi permette un approccio terapeutico
immediato nel caso ad esempio di exeresi di masse tumorali, lavaggio peritoneale mirato associato a
chemioterapici, asportazione di corpi estranei in addome.
Con la laparoscopia, potendo evitare un esteso taglio addominale, si riduce la dispersione di calore del paziente sottoposto ad indagine, fattore tanto più importante quanto più piccola è la taglia dell’animale. E’ inoltre importante il fatto che un animale debilitato non venga sottoposto ad un intervento impegnativo a scopo
diagnostico.

L’esame laparoscopico viene eseguito in sedazione profonda ed il paziente seguito continuamente da un
anestesista veterinario. L’esame diagnostico in se stesso ha una durata media complessiva di sette minuti ed il
paziente può tornare a casa al risveglio dall’anestesia senza la necessità di punti di sutura e e senza collare
Elisabettiano.
Vantaggi della diagnostica laparoscopica nel cane e nel gatto
– Efficace valutazione morfologica degli organi e delle strutture anatomiche
– Ottenimento di materiale diagnostico e di biopsie di elevata qualità
– Possibilità di conversione in laparoscopia operativa nella stessa sessione
– Tempi ridotti di sedazione per animali debilitati ed anziani
– Recupero rapido dell’animale dopo l’esame
– Incisione cutanea di 3 mm senza punti di sutura
– Collare Elisabettiano non necessario
– Non serve una degenza post-operatoria

 

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